Partita IVA

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Partita IVA e voucher lavoro


I titolari di partita IVA che operano in regime agevolato possono svolgere una secondo lavoro di tipo occasionale accessorio ed essere pagati mediante voucher INPS. Coloro che operano nel vecchio regime dei minimi e nel regime forfettario 2016 possono quindi accettare ed utilizzare i voucher INPS senza dover uscire dal regime agevolato.

Vediamo nel dettaglio come funziona il pagamento tramite voucher INPS per chi ha una partita IVA.

Cosa sono i voucher?


I voucher sono dei buoni lavoro dal valore nominale di 10, 20 o 50 euro che i committenti acquistano dall'INPS per pagare le prestazioni di lavoro di tipo occasionale ai propri collaboratori. L'utilizzo dei voucher regolamenta dunque il rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale, ma senza dare diritto alle prestazioni di malattia, maternità, disoccupazione e assegni familiari.

Nell'importo di ogni voucher è calcolata sempre la percentuale di contribuzione obbligatoria per il lavoratore, per cui il 13% dell'importo va favore della gestione separata INPS, che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore, il 7% va a favore dell'INAIL per l'assicurazione anti-infortuni e il 5% di compenso all'Inps, per la gestione del servizio. Una volta detratta la parte di contribuzione obbligatoria pari al 25%, il valore del voucher da 10 euro lordi (ovvero un'ora di lavoro) rimane di 7,5 euro netti per il prestatore.

Partita IVA e voucher: come funziona il pagamento?

Secondo la circolare 7/E del 2008, paragrafo 2.13 il voucher INPS può essere utilizzato dai committenti per pagare anche il contribuente con partita IVA che svolge per loro, un lavoro di tipo accessorio meramente occasionale, senza compromettere la sua permanenza nel regime agevolato.

I buoni lavoro devono essere orari, numerati progressivamente e datati. La retribuzione annua massima che il titolare di partita IVA può ricevere da imprenditori commerciali o professionisti è di 7.000 euro netti all'anno per la totalità dei committenti, di cui 2.000 euro per ciascun committente.

Per riscuotere i voucher INPS per una prestazione occasionale, è necessario cambiare il buono cartaceo per avere l'importo pattuito.

Ecco come è possibile riscuotere il voucher:

  • presso tutti gli uffici postali entro 24 mesi dal giorno dell'emissione;
  • telematicamente attraverso l'INPSCard ricevuta dal prestatore (previa attivazione);
  • presso tabaccai autorizzati, a partire dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro accessorio ed entro 1 anno dal giorno dell'emissione;
  • presso sportelli bancari abilitati, a partire da 24 ore dal termine della prestazione di lavoro accessorio ed entro 1 anno dal giorno dell'emissione.

Come si dichiara il voucher INPS?

Il titolare di partita IVA che riceve un pagamento tramite voucher INPS per una prestazione occasionale deve dichiarare il compenso mediante il modello Unico dell'anno successivo a quando è stato ricevuto il pagamento (ad esempio, se è stato pagato con voucher nel 2016, lo dichiarerà nel 2017). Il voucher deve essere inserito sotto la voce “altri redditi”: il guadagno derivante da attività autonoma (ovvero quanto fatturato) deve infatti rimanere distinto dal compenso ricevuto per la prestazione di lavoro occasionale pagato con il voucher.

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