Partita IVA

Il primo passo per essere in affari




Partita IVA Agricola


L'agricoltura italiana è uno dei pochi settori a non essere in crisi e ciò è dovuto al fatto che le imprese agricole possono usufruire di diverse agevolazioni soprattutto a livello fiscale.

Il codice civile italiano definisce l'imprenditore agricolo come un individuo che è in possesso di Partita IVA ed esercita alcune attività nell'ambito della coltivazione dei terreni, della selvicoltura e dell'allevamento di animali e tutto ciò che in qualche modo è collegato a tali attività, come ad esempio la trasformazione e la conservazione dei beni ottenuti coltivando terreni, occupandosi delle foreste e allevando animali.

Le imprese agricole possono anche essere costituite in forma di società di persone, cooperative o di capitali. Il requisito per definire le società imprese agricole è che almeno un socio o un amministratore abbia la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale, o IAP. Inoltre, le aziende agricole devono avere l'indicazione di "società agricola" nella loro denominazione, ossia nel nome dell'azienda stessa.

Che significa "Imprenditore Agricolo Professionale"?

Nel 2004 un decreto legge ha introdotto il concetto di IAP, definendo un imprenditore agricolo professionale come colui o colei che possiede le competenze tecniche per svolgere un'attività legata all'agricoltura, alla selvicoltura o all'allevamento e che dedichi almeno il 50% del proprio lavoro a tali attività.

Ciò si riferisce sia agli imprenditori agricoli individuali che a quelli che fanno parte di una società. Inoltre, dalle attività sopra elencate bisogna ricavare almeno il 50% del proprio reddito complessivo derivante da un'attività lavorativa, percentuale che può essere ridotta al 25% nel caso di un'area considerata "svantaggiata".

Uno dei vantaggi derivanti dal fatto di possedere la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale riguarda la possibilità di usufruire di alcune agevolazioni fiscali, purché si sia in regola con i contributi previdenziali e assistenziali.


Quali sono i vantaggi di un'impresa agricola?

Le imprese agricole possono usufruire di alcuni vantaggi che riguardano i regimi fiscali che si possono sfruttare. Il primo di questi regimi fiscali è detto "regime di esonero" e riguarda le imprese con un fatturato massimo di 7.000 Euro all'anno.

Chi rientra in questo regime fiscale non ha l'obbligo di emettere fatture né di presentare la dichiarazione dei redditi, fra le altre cose. Il "regime speciale", invece, si riferisce alle aziende che praticano la cessione di prodotti agricoli stabiliti per legge ed elencati nel cosiddetto "testo Unico" dell'IVA. Questo regime consente alle imprese agricole di non calcolare l'IVA sugli acquisti, ma di detrarla attraverso alcune percentuali di compensazione determinate in base all'ammontare delle vendite e stabilite da un decreto legge. Le aliquote di compensazione sono più basse o al massimo sono uguali a quelle ordinarie, che per quanto riguarda il settore agricolo sono tre, ossia il 4%, il 10% e il 22% in base al tipo di prodotto.

Gli altri due regimi fiscali che si possono applicare alle imprese agricole sono quello semplificato e quello ordinario, nel caso in cui non si rientri nei requisiti per poter usufruire degli altri due regimi.

Che cosa bisogna fare per aprire una Partita IVA agricola?

Per aprire una partita Iva agricola è sufficiente recarsi alla Coldiretti, ossia l'associazione dei Coltivatori Diretti, del luogo di residenza con una serie di documenti di riconoscimento, dopodiché bisogna compilare uno o più moduli in base al tipo di impresa che si desidera avviare. Non è necessario possedere un terreno o una fattoria, poiché è anche possibile prenderli eventualmente in affitto o in comodato, ma se si possiede un terreno è necessario allegare alla richiesta per la Partita IVA agricola anche una visura e il titolo di possesso del terreno stesso.

Quali sono i costi legati a un'impresa agricola?

Le imprese agricole sono fra le meno costose a livello di gestione e imposte. All'avvio dell'impresa bisogna solamente pagare il cosiddetto "diritto camerale", che ammonta a meno di 100 Euro. Il contributo minimo INPS per gli Imprenditori agricoli professionali si aggira intorno ai 1.500 Euro contro i quasi 3.000 Euro dovuti dagli altri tipi di imprese.

Le imposte obbligatorie per chi è in possesso di Partita IVA agricola, d'altra parte, variano in base al regime fiscale adottato, ma in linea di massima sono inferiori rispetto a quelle pagate da altri tipi di imprese poiché, ad esempio, l'IRPEF non si calcola in base al reddito effettivo, ma prendendo in considerazione un reddito medio ordinario determinato in base alle rendite catastali. Come si è visto, poi, le aliquote IVA nel settore agricolo sono di diversa entità e non fisse.

Più Informazioni

L'argomento non è semplice, a volte è difficile anche per i professionisti del settore! Per fare delle valutazioni attendibili, specialmente se stai considerando di aprire una Partita IVA, devi assolutamente parlare con un commercialista della tua fiducia. Come alternative puoi contattare il Servizio Contabile Italiano; per la maggior parte delle domande ti orienteranno gratuitamente.

Vuoi più informazioni?

Vuoi aprire la partita iva o hai bisogno di un commercialista per la tua attività?
Contattaci ora!



Newsletter    privacy

Vuoi più informazioni?

Vuoi aprire la partita iva o hai bisogno
di un commercialista per la tua attività?
Contattaci ora!



Newsletter    privacy



Chiudi Messaggio
Questo sito utilizza i cookies per consentirti la migliore navigazione. Il sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookies. Se si continua a navigare sul presente sito, si accetta il nostro utilizzo dei cookies. Leggi l'informativa allegata (mettere link alla pagina dei cookies) Più informazioni