Partita IVA

Il primo passo per essere in affari




Partita IVA Agevolata


Attenzione: Per coloro che sono alla ricerca delle agevolazioni aggiornate per lavorare in proprio consigliamo di leggere l'articolo sul regime forfettario 2016.
L'articolo sulla partita iva agevolata resta pubblicato per ragioni storiche.

Che cos'è una partita IVA agevolata?

Chi pensa di avere un'idea di successo e desidera realizzarla in modo individuale e autonomo può decidere di diventare imprenditore aprendo una partita IVA e avvalendosi del cosiddetto Regime dei minimi, o regime agevolato.

Gli unici due requisiti per rientrare in questo tipo di regime fiscale sono il fatto che non si deve aver svolto un'attività come lavoratori dipendenti nei tre anni precedenti e che non si può avere già svolto un'attività simile, neanche in qualità di lavoratori subordinati. Inoltre, non bisogna superare un fatturato di circa 30.000 Euro all'anno.

Come si apre una Partita IVA con regime agevolato?

Innanzitutto, è necessario fare richiesta per ottenere la partita IVA che, come è bene ricordare, altro non è che un numero che identifica l'azienda. La partita IVA si richiede tramite un modulo specifico, sul quale vanno indicati diversi dati:
  • dati identificativi, ossia nome dell'azienda e dell'imprenditore;
  • dati sul tipo di attività che si desidera svolgere;
  • codice dell'attività stessa, che si può conoscere consultando una tabella apposita.
Inoltre, se si rientra nei requisiti elencati in precedenza, per avvalersi del regime fiscale agevolato è sufficiente apporre una crocetta su una casella che si trova su un modello apposito. Non serve altro, ossia non è necessario, ad esempio, inserire una stima dei ricavi che si prevedono per l'azienda. Infine, bisogna anche presentare una comunicazione di inizio attività all'INPS e all'INAIL, ai quali bisognerà poi versare alcuni contributi.

Il modello sul quale si deve indicare la comunicazione di volersi avvalere del regime fiscale agevolato va presentato entro trenta giorni dall'inizio dell'attività. L'inizio dell'attività non coincide necessariamente con l'apertura della partita IVA, ma viene calcolato dal momento in cui inizia ad emettere fatture. A quel punto, il regime fiscale scelto vincola l'imprenditore per un anno.


Quali sono i vantaggi del regime dei minimi?

Il nome ufficiale del regime dei minimi è "regime fiscale di vantaggio", perché, in effetti, i benefici per chi rientra in questo regime sono diversi:
  • al posto delle imposte che vanno versate dalle imprese che non rientrano nel regime fiscale dei minimi, ossia IRPEF, IVA e IRAP, si versa un contributo unico sostitutivo di imposta che è costituito solamente dal 5% del reddito. Per reddito si intende ciò che resta dopo aver sottratto i costi dell'attività dalle entrate;
  • il fatto di non superare i circa 30.000 euro di fatturato all'anno è abbastanza realistico per una giovane impresa, poiché all'inizio non è sempre facile trovare molti clienti. Per questo motivo, visto che le entrate non sono molte, avere un po' di respiro per quanto riguarda i contributi fiscali è un enorme vantaggio;
  • non si è obbligati a tenere i registri contabili obbligatori per gli altri tipi di impresa, ma è sufficiente conservare tutte le fatture relative all'attività. In questo modo si possono risparmiare i costi del commercialista.

Il regime fiscale agevolato presenta anche svantaggi?

In linea di massima, il regime fiscale agevolato è soprattutto vantaggioso, ma come per ogni altra cosa può presentare anche qualche svantaggio o, meglio, qualche linite. Innanzitutto, le spese totali per i beni necessari alla di gestione dell'attività non possono superare i 15.000 euro.

Inoltre, non si può assumere personale di nessun genere, compresi eventuali collaboratori a progetto. Infine, sono stati introdotti anche alcuni limiti per quanto riguarda le spese che è possibile detrarre quando si presenta la dichiarazione dei redditi.

Il regime fiscale agevolato è conveniente per tutti?

In linea di massima, se si rientra nei requisiti necessari per usufruire del regime fiscale agevolato e se non si supera un fatturato di 30.000 euro, il regime dei minimi è molto conveniente soprattutto se si svolge un'attività che non comporta molte spese. Ovviamente, però, se si desidera detrarre dalla dichiarazione dei redditi un certo tipo di spese che non sono previste fra quelle detraibili nell'ambito del regime dei minimi, come nel caso, ad esempio, di un lavoratore autonomo con figli a carico che può, dunque, scaricare l'IVA in diverse circostanze, il regime dei minimi non è il regime fiscale migliore da scegliere.

Chi non ha le idee molto chiare su quale sia l'opzione migliore da seguire nel momento in cui decide di iniziare a svolgere un'attività in proprio, può sempre consultare un esperto che sicuramente saprà consigliarlo sulla scelta migliore da fare.

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