Partita IVA

Il primo passo per essere in affari




Come funziona la Partita IVA?


Come molti sanno, la Partita IVA è un numero che serve a identificare i cosiddetti lavoratori autonomi, ma è anche un modo per contribuire fiscalmente allo stato. In altri termini, chi apre una Partita IVA pagherà allo stato un’imposta sui beni e sui servizi offerti, denominata, appunto, IVA.

Il vantaggio principale che deriva dall’aprire la Partita IVA è che si possono dedurre dalla propria dichiarazione dei redditi tutte le spese legate alla propria attività. Inoltre, i titolari di Partita IVA applicano questa imposta ai beni e ai servizi offerti al pubblico, per cui è un’imposta che grava sui consumatori, non sui titolari della Partita IVA stessi.

Per fare un esempio, se vendo un prodotto a 10 Euro + IVA, dopo avere applicato l’aliquota IVA ordinaria del 22% il prodotto costerà 12,2 Euro, per cui l’IVA la paga, in realtà, chi compra il mio prodotto, mentre io dovrò semplicemente versarla allo stato.

I lavoratori individuali e le imprese familiari che offrono servizi e non superano un reddito annuo di 31.000 Euro possono anche avvantaggiarsi di un regime fiscale agevolato. Gli altri lavoratori autonomi dovranno, d’altra parte, sottoporsi al regime di contabilità ordinaria.



Che significa "regime fiscale agevolato"?

Il regime fiscale agevolato, il quale è detto anche "regime dei nuovi minimi" è stato revisionato nel 2012 tramite una riforma. I lavoratori con meno di 35 anni possono richiedere la Partita IVA in base a questo regime fiscale, che ha una durata di cinque anni e può essere prorogato fino al raggiungimento del limite di età.

Il vantaggio principale di ciò consiste nel fatto che si usufruisce di una riduzione degli oneri fiscali in base alla quale, in pratica, si paga l'Irpef con un'aliquota del 5% anziché del 20%, come avveniva prima della riforma del regime dei nuovi minimi.

Essendo l'Irpef un'imposta che si applica ai redditi ed essendo il limite di reddito per poter usufruire di questo regime fiscale di 31.000 Euro, si può facilmente vedere come ciò si trasformi in un notevole vantaggio: l'ammontare dell'Irpef corrisponderà, infatti, a un massimo di 1.550 Euro anziché di 6.200 Euro.

Inoltre, i lavoratori autonomi che possono usufruire del regime fiscale agevolato non hanno l'obbligo di tenere i registri contabili, con conseguente risparmio sui costi del commercialista. Ad ogni modo, è necessario conservare sempre tutte le fatture fiscali o gli scontrini emessi.

Ovviamente, la possibilità di avvantaggiarsi del regime fiscale dei nuovi minimi comporta anche alcuni obblighi, uno dei quali consiste nel fatto che le spese annuali totali riferite ai beni necessari allo svolgimento dell'attività - che possono essere dedotti dalla dichiarazione dei redditi, come abbiamo evidenziato in precedenza - non possono superare i 15.000 Euro.

Infine, è necessario stare molto attenti perché se si esce dai requisiti necessari per usufruire del regime fiscale agevolato, scattano le aliquote Irpef ordinarie.



La Partita IVA è obbligatoria?

La Partita IVA è obbligatoria se si vuole aprire un'attività in proprio, a meno che non si abbia un reddito inferiore ai 5.000 Euro annui. Con la crisi occupazionale che esiste in questo momento in Italia, è sempre più difficile trovare lavoro come dipendenti. Per questo motivo, sempre più persone decidono di mettersi in proprio. Alcuni cercano di sfruttare le competenze acquisite durante il proprio corso di studi, ma altre volte, vista l'impossibilità di fare ciò, molti, soprattutto i giovani, decidono di "inventarsi" un mestiere, offrendo un prodotto o un servizio in modo autonomo.

Purtroppo, però, a volte, la Partita IVA è un requisito imposto dai datori di lavoro disonesti che, anziché mettere in regola i propri dipendenti, li obbligano, in questo modo, a far risultare la propria prestazione di lavoro come se fosse una collaborazione esterna autonoma, in modo da evitare di pagare i contributi sui lavoratori.



Quanto costa aprire la Partita IVA?

Aprire la Partita IVA non costa nulla perché la domanda che bisogna presentare alla Camera di commercio è praticamente gratuita, se si escludono alcuni bolli. Ad ogni modo, la Partita IVA implica diverse spese di mantenimento, fra le quali abbiamo già evidenziato il pagamento dell'Irpef e dell'eventuale commercialista, ma ce ne sono anche altre. Per questo motivo, se si rientra nella categoria dei lavoratori autonomi con un reddito inferiore ai 5.000 Euro, è altamente consigliabile non aprire la Partita IVA.

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